HBC | small the wonder | Shot #21: Mistilla presenta Wonderland
4276
post-template-default,single,single-post,postid-4276,single-format-standard,ajax_leftright,page_not_loaded,qode-page-loading-effect-enabled,,qode_grid_1200,qode-content-sidebar-responsive,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-11.1,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-6.8.0,vc_responsive
 

Shot #21: Mistilla presenta Wonderland

Shot #21: Mistilla presenta Wonderland

Alice nel Paese delle Meraviglie, Alice in Wonderland è un libro surreale e fantasioso che ha ispirato da sempre molti concept artistici. Quando da piccolo guardavo la versione della Disney, avevo tutti i miei concetti e le mie idee su quel mondo interessante, ma al contempo inquietante. Pensavo che Alice dovesse avere i dreadlocks e correre per salvarsi la pelle. Pensavo che avrebbe fumato uno spliff con il Brucaliffo e che ballasse il rocksteady con lo Stregatto. Odiavo il Cappellaio Matto, il suo essere anziano e rimbambito mi faceva venire in mente la società consumistica, insulsa, idiota. Un buon non compleanno come a dire che ti servono delle feste superflue per fare casino e consumare. Poi c’era il tricheco che si mangiava le ostriche e anche lui lo odiavo. Invece la Regina di Cuori, che era dipinta come brutta e antipatica, mi piaceva perché aveva polso e carattere.

Anni dopo, è tornata un po’ all’improvviso la Alice con i dread. Anche lei, come nella novella di Caroll, si aggira in un mondo interessante, pieno di suoni e colori, ma anche inquietante, con freddi momenti di ritmo intenso, distorto e metallico.
Chi conosce personalmente Irene conosce bene il suo modo sempre affabile e delicato, la sua gentilezza e il suo sorriso. Chi conosce Irene che diventa Mistilla sa che si tratta di una leonessa con grinta e skills da vendere. Ora Mistilla diventa Regina di Cuori, tutt’altro che brutta e antipatica, ma viva ed elettrizzata dalla future dancehall di Flex Up con Nuck e Meckbill alle produzioni in questo nuovo EP chiamato appunto Wonderland. Se vi aspettavate una Alice svampita e in balia dei favolosi suoni del Paese delle Meraviglie, vi troverete di fronte a un mash up molto moderno, con una dancehall molto reggae style, arricchita ovviamente dalle macchine e dai suoni di Flex Up. Non Alice, bensì… la regina!
Ecco perché il mio trigger del mese si apre proprio con Mistilla e il suo nuovo EP: Wonderland!

Ciao Irene, bentornata sulle pagine di Reggaeradio, questa volta con Trigger. Parliamo del nuovo EP realizzato in combo con Flex Up. Come è stata questa nuova esperienza più dancehall urban del solito?

Grazie a te Jacopo per avermi invitata una seconda volta, è sempre un piacere!
Per me è stata un’occasione di esprimermi e cimentarmi in un sound che avevo ascoltato, ma che non avevo mai avuto modo di “provare” in prima persona. Appena Marco Manganiello (Behind The Scene) e Moiz mi hanno proposto il progetto ho accettato ben volentieri e dopo aver ascoltato le basi di Nuck e Meckbill ancora di più! È capitato nel momento giusto, proprio quando avevo bisogno di fare qualcosa che non avevo mai fatto e che avesse anche il giusto sound per esprimere al meglio quello che stavo provando in quel periodo.

Come avete lavorato? Come è nato il progetto? Seguirete con un disco?

Nonostante i chilometri che ci dividono, abbiamo cercato di lavorare confrontandoci ad ogni step che raggiungevamo. Nuck e Meckbill inviavano le produzioni ed io scrivevo le melodie ed i testi. Moiz mi ha consigliato alcuni brani da ascoltare che mi hanno permesso di entrare ancora di più nello stile della produzione e così via fino alla creazione delle tracce, della grafica e dell’ep. Il progetto è nato mentre io e Marco stavamo tornando dalla data che avevo fatto questo inverno all’Aquila, ospite dei DUBADUB. Durante il tragitto in macchina, ho espresso il desiderio di voler provare qualcosa di nuovo rispetto a quello che avevo fatto fino a quel momento e ci è venuto in mente di chiedere a Moiz il qualche aveva questa idea in fase di creazione a cui mancava una voce femminile. Abbiamo colto l’occasione e così è nato “Wonderland”. Non credo che ci sarà un disco, almeno per il momento, vogliamo concentrarci su quello che abbiamo per cercare di promuoverlo al meglio.

Parliamo del visual e del concept. Il tema di Alice nel Paese delle Meraviglie, l’art della cover e i video. Come mai questo tema e come è stato lavorare seguendo una narrativa ben precisa?

Il Concept di Alice nel paese delle Meraviglie è nato in un sogno. Davvero non sto scherzando! Una notte ho sognato che questo EP doveva, in qualche modo ricondurre a “Wonderland” e così ho proposto agli altri l’idea che è piaciuta e sulla quale abbiamo iniziato a lavorare fin da subito. Sia la musica, che i testi e le grafiche sono state pensate volutamente in un mood che riconducesse allo stile di Tim Burton. In fondo l’EP è uno sfogo della Regina di Cuori che è stanca dell’ipocrisia presente nel mondo del reggae e che ha bisogno di andare ad un livello più alto per sentirsi libera. Vive in un mondo in cui tutti sono “Peace, Love and Unity” ma dove poi sono pronti a calpestarti pur di arrivare in cima, i buoni sono in realtà i nuovi cattivi, tutto è il contrario di tutto e mentre Alice non sa quello che vuole la Regina di Cuori lo sa eccome: “ME NUH WANNA CHATTY INNA MI DANZ!”.

Ti piace questo tipo di sonorità? Pensi che possa essere una parte interessante e da sviluppare per la tua carriera?

Lavorare con questo tipo di sound è stato molto stimolante e divertente, per le produzioni future lo terrò sicuramente di conto.

Another Shot per il Rudeboy, ora passo il tamburo a Fede di Puma e vedere come sparerà lui il suo trigger!